mercoledì 20 maggio 2009
Il multiculturalismo suicida!
Che titolo!!!! Certo non è una mia invenzione l’ho presa in prestito (rubata!) da Ernesto Galli della Loggia che in un suo articolo apparso oggi sul Corriere della Sera parla così dell’atteggiamento che assume l’Italia nei confronti degli immigrati e che è alla base di una tentata integrazione.
Ieri, mentre pranzavo con gli avanzi: carne (e che buona anche se a report dicono che ne mangiamo troppa) con pomodorini (rigorosamente italiani NON biologici però, forse!), tra le notizie alla ribalta, mentre ero al mio secondo boccone, sento che ad una scuola materna di Roma vogliono cambiare il nome da Pisacane a Makiguchi, che deve essere il fratello maggiore del TAMAGOCHI, non saprei, dicono essere il teorizzatore dell’educazione creativa, sarà!
Il consiglio d’istituto ha ben pensato allora di prendere alla lettera quella creatività è cambiare nome. Capisco che Pisacane possa non piacere, ma un nome è un nome, è come se un giorno ci obbligassero a cambiare il nome perché non è abbastanza multietnico e magari i congolesi o chi per loro non riescono a pronunciarli bene.
Ha ragione ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA, che non un nome così lungo e complesso, sicuramente sarebbe uno dei primi a essere investito del provvedimento, quando ironizza sul fatto […] Pisacane? Un mazziniano, con la testa piena di idee confuse sulla patria […] meglio intitolare la scuola a un personaggio di ben altro calibro […]. Il giornalista ironizza, ma il fastidio, che non è solo il suo, ma penso di gran parte degli italiani, è palese e lo si nota maggiormente quando chiude l’articolo con […] Invece preferiamo strizzare l’occhio alle mode e farci belli gingillandoci son un multiculturalismo suicida che ha solo effetto di ghettizzare gli stranieri e di alzare una barriera tra noi e loro […].
Ma in fin dei conti cosa volete che sia un nome con tutti i problemi che ci sono in Italia, e poi Pisacane, quasi quasi non si studia neppure a scuola!
Buona giornata a tutti!
Angelo Felicetti
lunedì 18 maggio 2009
Il ritorno del Fu Mattia Pascal
Questa mattina nel Corriere della Sera, mi sono imbattuto in una curiosissima notizia dove il redivivo, così si definisce, Antonio Debenedetti, annuncia la sua NON morte. Che buffo! Lo stesso scrittore si è trovato quasi in imbarazzo a dover smentire la notizia della sua morte annunciata da un’agenzia di stampa. Subito la mia fantasia ha percorso percorsi che solo alcune menti poco sveglie e poco stabili potevano percorrere e mi è venuto in mente il pirandelliano caso del Mattia Pascal, mi immaginavo lo scrittore, oramai deceduto per tutto il pianeta, prendersi un periodo di riflessione per guardare il mondo senza di lui e soprattutto per osservarlo da un punto di vista di chi una volta c’era.
A parte queste buffe congetture una frase dell’articolo mi è parsa significativa, scrive infatti, lo stesso scrittore […] Oggi, chi non lo sa, la realtà che conta, la stramaledetta ma ineludibile realtà è quella descritta, fotografata dai media. Così voi non siete << morto più morto d’un vecchio chiodo di bara>> […]. La paura dello scrittore, che è anche un po’ la mia, è che tutta la realtà ormai viene gestita dai media, televisione in primis, e che basti un niente per morire e magari qualcuno si incazza se non sei morto sul serio.
Buona giornata
Angelo Felicetti
martedì 31 marzo 2009
PETIZIONE CONTRO LIBERALIZZAZIONE CACCIA
Ciao a tutti,
al di là delle vostre idee politiche, se AMATE l'ambiente vi invito a
firmare questa petizione: credo che questa volta sia veramente importante!
Dal sito, www.baseverde.org
La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi: una lista di vergogne
senza fine
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi
attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa
sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della
caccia.
E' firmato dal senatore Franco Orsi (PDL), relatore incaricato di
predisporre un testo base unificato, in seno alla Commissione
Territorio/Ambiente del Senato di una dozzina di altri ddl "spara-tutto",
già depositati l'anno scorso, prevalentemente da parlamentari del PDL e
della Lega.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree
protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante
altre nefandezze. La legge 157/1992, l'unica legge che in parte tutela
direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a
pezzi.
Firma la petizione per stoppare questo scempio!
http://www.baseverde.org/petizioni/petizione-bozza-legge-orsi-caccia
martedì 10 marzo 2009
Progetto "Prijedor" i giovani di Fiemme in Bosnia Erzegovina.
Il PGZ della valle di Fiemme, offre l'opportunità a 15 ragazzi di poter visitare la cittadina di Prijedor in Bosnia, dove i ragazzi avranno modo di poter incontrare, conoscere e confrontarsi con i coetanei di 4 centri giovani del posto, festeggiare con loro la festa del primo maggio (in Bosnia è una festa sentitissima e molto aggregativa) e di condividere con loro uno scambio che porterà una delegazione di giovani bosniaci in val di Fiemme tra maggio e giugno. I giovani iscritti a tale progetto hanno frequentato delle serate formative durante le quali hannoa vuto modo di approfondire la delicata situazione dei balcani, confrontarsi con operatori sociali ed insegnati provenienti dalla Bosnia e capire cos'è e come funziona l'Associazione Prijedor che si occupa di adozioni a distanza e sviluppo sociale.
martedì 10 marzo 2009
Progetto "Prijedor" i giovani di Fiemme in Bosnia Erzegovina.
Il PGZ della valle di Fiemme, offre l'opportunità a 15 ragazzi di poter visitare la cittadina di Prijedor in Bosnia, dove i ragazzi avranno modo di poter incontrare, conoscere e confrontarsi con i coetanei di 4 centri giovani del posto, festeggiare con loro la festa del primo maggio (in Bosnia è una festa sentitissima e molto aggregativa) e di condividere con loro uno scambio che porterà una delegazione di giovani bosniaci in val di Fiemme tra maggio e giugno. I giovani iscritti a tale progetto hanno frequentato delle serate formative durante le quali hannoa vuto modo di approfondire la delicata situazione dei balcani, confrontarsi con operatori sociali ed insegnati provenienti dalla Bosnia e capire cos'è e come funziona l'Associazione Prijedor che si occupa di adozioni a distanza e sviluppo sociale.
venerdì 6 febbraio 2009
EL SABOR DE TU PIEL
Siempre estarè con los colores te tu boca
siempre estarè con el sabor de tu piel
siempre me quedarà el sonido de tu toque!
he perdido el tiempo de pararme para escucharte
he perdido los ojos sin mirarte
y el tiempo no para! Suerte u mala suerte el tiempo nunca se quedarà
y tu?
el sabor de tu piel, Angelo Felicetti
venerdì 6 febbraio 2009
....mentre piove
Piove, adagio piove e silente individua il passo del tempo correre tra le strade imbevuto, fradicio, colante ingrigito spento. Guardo appena dalla finestra e dalla radio le note di una canzone che penetra le ossa....lento suona Bruce con Streets of Philadelphia....e nel vetro si solleva uno stormo di uccelli, mi scappa un sorriso mentre continua a piovere.
venerdì 16 gennaio 2009
Fermenta vino rovere
Cade notte, calan stelle
neve ghiaccio
s'aggrappano stanchi
luna rovente addenta
tentacoli d'avorio
ronzano lampioni di ritorno
fermenta vino rovere
tintenne e tentenna
rubino il sorriso
fermo lo sguardo
incerto il tocco
rapido appena sento
Angelo Felicetti, notte 16/01/2008
lunedì 12 gennaio 2009
RIMANGO PERPLESSO......SI E' ALZATO PER PRENDERE IL FORMAGGIO!
Incredibile! INCREDIBILE! INCREDIBILE! INCREDIBILE
Il nuovo Presidente più potente del mondo nei giorni scorsi è andato a mangiare in una tavola calda, ma vi immaginate?????? Non ci posso credere! E' questa notizia ha fatto il giro del mondo? Sicuramente è una di quelle notizie che meritano una eco senza paragoni, ma la notizia che ne esalta LA GRANDE IMPRESA è.......nientepopodimenoche
SI E' ALZATO PER PRENDERE IL FORMAGGIO GRATTUGGIATO!!!!!!!!
UN PRESIDENTE CHE FA QUESTE COSE SEMPLICI, UMANE, CHE UOMO GRANDIOSO!

Non so se mi da più fastidio che un uomo del suo calibro sembra quasi si cali a livello della maggiorparte del genere umano o se questi media enfatizzano una notiziola come se fosse l'impresa di Mosè che apre le acque!!!!!!!!! CHE TRISTEZZA!
lunedì 12 gennaio 2009
Creuza de ma - Fabrizio De Andrè
La notte di un 11 gennaio di dieci anni fa, alle ore 02:30, moriva in un letto di ospedale Fabrizio De André, portandosi con se parole, versi, sguardi di un mondo che aveva vissuto nella pienezza della sua poesia. Tante sono le iniziative che si sono susseguite in questi giorni e che hanno toccato vari angoli d'Italia. Le sue parole mi hanno sempre accompagnato dall'adolescenza ad un'adolescenza attuale che chiamano maturità, ma non so sino a che punto. Versi che non sempre ho capito o che ho compreso solo più in la dopo che il percorso tra le mie vene hanno assorbito acerbe dimensioni. Versi che ancor oggi mi rimangono oscuri e che forse solo il tempo potrà rivelare, forse...... tra questi versi oggi riporto una canzone che porta dentro di se la Genova del suo tempo, la Genova città di mare, la Genova che ieri l'ha ricordato facendo risunare l'eco della sirena dei marinai....la canzone è Creuza de ma letteralmente Mulattiera che però rappresenta le strade che dalla collina sfociano sul mare.
Vi riporto la traduzione italiana che eleva permette una comprensione della profondità della sua poesia.

Ombre di facce, facce di marinaio, da dove venite, dov'e' che andate: da un posto dove la luna si mostra
nuda e la notte ci ha puntato il coltello alla gola e a montare l'asino c'e' rimasto Dio, il Diavolo e' in cielo e ci si e' fatto il nido. Usciamo dal mare per asciugare le ossa dall'Andrea, alla fontana dei colombi nella
casa di pietra.
E nella casa di pietra chi ci sara', nella casa dell'Andrea che non e' un marinaio: gente di Lugano, facce da tagliaborse, quelli che della spigola preferiscono l'ala. Ragazze di famiglia, odore di buono, che puoi
guardarle senza preservativo.
E a queste pance vuote cosa gli dara', cosa da bere, cosa da mangiare? Frittura di pesciolini bianchi di
portofino, cervelle di agnello nello stesso vino, lasagne da tagliare ai quattro sughi, pasticcio in agrodolce di lepre di tegole.
E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli, emigranti della risata con i chiodi negli occhi. Finche' il mattino crescera' da poterlo raccogliere, fratello dei garofani e delle ragazze. Padrone della corda marcia d'acqua e di sale che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare.
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