Questa mattina nel Corriere della Sera, mi sono imbattuto in una curiosissima notizia dove il redivivo, così si definisce, Antonio Debenedetti, annuncia la sua NON morte. Che buffo! Lo stesso scrittore si è trovato quasi in imbarazzo a dover smentire la notizia della sua morte annunciata da un’agenzia di stampa. Subito la mia fantasia ha percorso percorsi che solo alcune menti poco sveglie e poco stabili potevano percorrere e mi è venuto in mente il pirandelliano caso del Mattia Pascal, mi immaginavo lo scrittore, oramai deceduto per tutto il pianeta, prendersi un periodo di riflessione per guardare il mondo senza di lui e soprattutto per osservarlo da un punto di vista di chi una volta c’era.
A parte queste buffe congetture una frase dell’articolo mi è parsa significativa, scrive infatti, lo stesso scrittore […] Oggi, chi non lo sa, la realtà che conta, la stramaledetta ma ineludibile realtà è quella descritta, fotografata dai media. Così voi non siete << morto più morto d’un vecchio chiodo di bara>> […]. La paura dello scrittore, che è anche un po’ la mia, è che tutta la realtà ormai viene gestita dai media, televisione in primis, e che basti un niente per morire e magari qualcuno si incazza se non sei morto sul serio.
Buona giornata
Angelo Felicetti